Intervista alla Dott.ssa Margherita Luongo ricercatrice e Vicepresidente della fondazione Maria Guarino amor ETS

I: Buongiorno Dott.ssa Luongo, grazie per essersi resa disponibile a rilasciare un’intervista ad inFioreScienza. Si vuole presentare?

L: sono la dottoressa Margherita Luongo Vicepresidente della fondazione Maria Guarino amor ETS, da sempre mi interesso di ricerca in ambito dei gas terapeutici

I: Da diversi anni si occupa di ossigeno ozono terapia, quali sono le potenzialità di questa terapia e che patologie possono essere trattate?

L: l’ossigeno ozono è un gas medicale naturale che a varie proprietà: è un potente antinfiammatorio ed analgesico, È un potente antimicrobico antivirale ed antimicotico, migliora la vascolarizzazione, potenzia il sistema immunitario, ma soprattutto aumenta l’ossigenazione.

Grazie a queste varie azioni, a molti campi di applicazione: malattie croniche infiammatorie, osteo-articolari, gastroenteriche, malattie dell’apparato respiratorio, malattie autoimmuni, malattie vascolari (ferite ulcere, fino alle malattie neuro degenerative: SLA, Parkinson, sindrome di Alzheimer, autismo), malattie dell’apparato riproduttivo, infezioni delle vie urinarie, cancro: il cancro si è visto anche dall’ultimo Nobel vive in carenza di ossigeno (ipossia) creando un ambiente acido, ossigeno ozonoterapia  è una terapia integrativa adiuvante alla chemio /immuno /radio terapia potenzia l’effetto di farmaci e riduce gli effetti collaterali, potenzia il sistema immunitario, migliorando la qualità di vita.

I: Quando e come è iniziata la sua esperienza con la cannabis terapeutica?

L: L’esperienza con la cannabis terapeutica è iniziata nel 2015 grazie alla collaborazione col Dottor Alfredo Tundo, con il quale trattammo vari pazienti con ossigeno ozono e cannabis terapeutica, le due terapie libero da subito un effetto sinergico,

I: Che tipi di risultati ha potuto vedere tra i pazienti che usano l’ossigeno ozono terapia insieme alla cannabis terapeutica?

L: in alcuni tipi di tumori la loro combinazione in associazione alla chemio e ad altre terapie integrate ha portato la negativizzazione della malattia (glioblastoma tumori al seno k rene, sarcomi)

I: Quali sono gli effetti collaterali che i suoi pazienti le riferiscono più spesso?

L: gli effetti collaterali se così si possono chiamare dati dall’ossigeno ozono sono: stimolo dell’evacuazione, mal di pancia transitorio.

L’ossigeno ozono essendo un gas medicale naturale non ha effetti collaterali con altre terapie, non  porta tossicità alle cellule sane, questo è stato dimostrato da un progetto di ricerca in corso con l’Università di camerino nella persona del professor massimo Nabissi che testando l’ossigeno ozono sulle cellule sane non ha riscontrato nessun tipo di tossicità alle stesse

I: Ci racconti come è nata la Fondazione Maria Guarino Amor, di cui è vicepresidente, e quali sono i suoi obiettivi.

L: La fondazione è stata dedicata a mia madre: Maria Guarino, che fu nel 2016 una vittima del cancro, durante un intervento in elezione per tumorectomia epatica,le fu recisa la via biliare, provocando 6 emoperitonei e 20 giorni di rianimazione, lasciandoci nel febbraio 2016 per shock emorragico.

A Napoli presso il vecchio policlinico attuale Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli, vi era un ambulatorio pubblico di ossigeno ozono terapia, diretto da mio padre Prof Luongo che si è sempre interessato di gas medicali, e che apri nel lontano 1974 con il professor Cocchia il primo servizio pubblico di terapia iperbarica, grazie al quale 30.000 arti inferiori/superiori furono salvati durante il terremoto del 23 novembre 1980), con il suo pensionamento nel novembre 2016,fu chiuso l’ambulatorio. Pertanto con i soldi del conto corrente di mia madre creammo la fondazione Maria Guarino amor ONLUS, in sua memoria, per aiutare chi oggi non ha possibilità e per portare avanti gli studi che mio padre ha condotto dagli anni 70 al 2016.

La Fondazione si interessa: di aiutare i malati cronici ed oncologici con l’ausilio dell’ossigeno ozonoterapia e terapie integrate tra cui la cannabis terapeutica nelle malattie croniche ed oncologiche, grazie ai medici volontari che gratuitamente in tutta Italia prestano la propria professionalità; di ricerca e di formazione ai medici grazie al Master di II livello attivo presso università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e ai congressi scientifici che la Fondazione fa.

I: La Fondazione Amor si occupa molto anche di ricerca, è stato iniziato uno studio preclinico sull’associazione di CBD, melatonina e ozono nel trattamento del tumore al pancreas, quali i risultati preliminari raggiunti?

L: I dati preliminari dimostrano l’effetto citotossico del CBD Dalle basse dosi, l’effetto citotossico della melatonina alle alte dosi, entrambi I risultati si sono avuti dopo tre giorni di trattamento; le stesse cellule trattate in combinazione (melatonina CBD e ossigeno ozono) hanno presentato un’elevata citotossicità (mortalità delle cellule tumorali > dell’80%) a 24 ore,

la combinazione di queste varie sostanze ha dato risultati importanti inibendo  tutti indici infiammatori e proliferativi, ciò significa che la combinazione di queste sostanze aumenterebbe l’effetto terapeutico del chemioterapico ad un dosaggio ridotto, diminuendo la tossicità che stesso comporta;

I: Sappiamo che avete in progetto un nuovo studio sul trattamento del glioblastoma multiforme, la forma più aggressiva di tumore cerebrale, può darci qualche anticipazione?

L: Abbiamo iniziato a trattare cellule di Glioblastoma con Boswellia CBD e Melatonina con e senza Ossigeno Ozono anche qui c’è stata una forte mortalità delle cellule tumorali trattate rispetto a quelle non trattate, oggi abbiamo vari casi di tumore cerebrale terzo quarto stadio di cui il caso più eclatante è quello di una ragazza di 41 anni: Annalisa, alla quale ad agosto 2016 le fu diagnosticato un glioblastoma multiforme quarto stadio presso l’ospedale Careggi di Firenze, dopo che la nostra guerriera ebbe un intervento chirurgico di asportazione parziale della massa, le furono dati solo sette mesi di prognosi, Annalisa dopo aver praticato 33 sedute di radio terapia ed un ciclo di chemio terapia (temozolamide per 5 giorni) , Ebbe molti effetti collaterali tra cui Piastrinopenia e neutropenia, pertanto Annalisa decise di abbandonare la chemio terapia e di praticare solo l’ossigeno ozono terapia, cannabis terapeutica, terapie integrate, dieta alimentare, attività sportiva, e supporto psicoterapeutico; che sta ancora tutt’oggi praticando.

Pertanto inizio a novembre 2016, 4 sedute settimana due trattamenti al giorno di ossigeno ozono terapia a distanza di sei ore l’uno dall’altro per un mese poi 4 sedute per i restanti 2 mesi, a febbraio la sua risonanza si negativizzo ed oggi siamo a 43 mesi di negatività. Annalisa sta ancora praticando ossigeno ozonoterapia integrate con cadenza trimestrale secondo il percorso di cura indicato dalla fondazione amor che seguirà fino allo scadere del quinto anno di negatività.

I: State portando avanti un lavoro ammirevole per i pazienti oncologici attraverso l’integrazione di terapie adiuvanti ai trattamenti classici (ozono, fitoterapici, cannabis, ormoni della pineale) in che modo i pazienti possono rivolgersi a voi?

L: Il paziente che vuole seguire il nostro percorso terapeutico basta che va sul sito www.amoronlus.com, c’è il percorso di cura (con le varie patologie dove c’è tutto scritto)

I: Avete medici volontari sparsi in tutta ‘Italia e sempre più pazienti chiedono di essere trattati, quali sono i requisiti richiesti ad un medico per potersi unire alla vostra Fondazione e quali i passi da fare?

L: Il medico deve essere un medico esperto in ossigeno ozonoterapia, firma un contratto di collaborazione come medico volontario con la Fondazione compatibile sia con il contratto di dipendenza del  ssn che con la libera professione

I: La ricerca è sicuramente un tassello fondamentale per poter arrivare a definire protocolli sempre più efficaci e offrire armi in più ai pazienti oncologici, in che modo è possibile sostenere la ricerca portata avanti dalla Fondazione Amor?

L: la ricerca si sostiene con Donazioni con il 5×1000, con i foundraising

I: Dottoressa la ringraziamo per la sua disponibilità e l’impegno portato avanti in questi anni, cosa si augura per il futuro?

L: Di portar avanti la ricerca, di avere supporto dalle istituzioni, che i colleghi oncologi vogliano collaborare con noi al fine di creare una terapia mutitarget personalizzata sul paziente.

Che ossigeno ozono e la cannabis diventino un arma accessibile a tutti, che entrino nei LEA, tutti i pazienti dovrebbero potersi curare tramite ssn,