Intervista al Dott. Domenico Battaglia, medico chirurgo specialista in urologia e in nutrizione a base vegetale, nonchè prescrittore di prodotti galenici a base di infiorescenze della Cannabis.

I: Buongiorno Dott.  Domenico Battaglia, grazie per essersi reso disponibile a rilasciare un’intervista a inFioreScienza,  si vuole presentare?

B: Sono un medico chirurgo specialista in urologia ed in nutrizione a base vegetale ho lavorato per 16 anni in ospedale come chirurgo urologo fino alle mie dimissioni per approcciare in modo olistico al paziente in modo da poter offrire varie soluzioni a problemi cronici. Sono autore di libri per il gruppo macro edizioni.

I: Quando e come è iniziata la sua esperienza con la cannabis terapeutica?

B: Circa 3 anni fa grazie ad un mio amico e paziente e che era affetto da una neoplasia prostatica in stadio avanzato e che a causa dei forti dolori mi ha chiesto di poter optare per questo tipo di terapia da allora ho iniziato a studiare ed ho iniziato a prescrivere prodotti galenici a base di infiorescenze della Cannabis.

I: Quali sono le principali patologie di cui si occupa e qual è la fascia di età prevalente fra i suoi pazienti?

B: In particolar modo patologie cronico degenerative come Alzheimer morbo di Parkinson sclerosi multipla artrite diabete sindromi dolorose fibromialgia epilessia autismo Stati infiammatori cronici DisBiosi intestinali e molto altro.

I: Quando e come i pazienti arrivano a contattarla? 

B: Spesso mi contattano quando hanno trovato tutte le altre terapie e che magari non hanno funzionato per il tipo di patologia mi contattano oramai da tutta Italia.

I: Che tipo di risultati ha potuto vedere tra i pazienti che usano la cannabis terapeutica? 

B: In molti casi si assiste a grandi miglioramenti delle problematiche che interessano il paziente molti altri siano dei miglioramenti inferiori ma questo dipende dalla forma di patologia suo grado e stadio. In alcuni casi risultati importanti.

I: Quali sono gli effetti collaterali che i suoi pazienti le riferiscono più spesso?

B: C’è da premettere che sono molto pochi gli effetti collaterali che riscontro forse quello più frequente in alcuni casi è la sonnolenza ma che viene prontamente risolta.

I: In base alla sua esperienza, qual è l’approccio corretto per arrivare alla prescrizione di cannabis terapeutica adatta al singolo paziente?

B: La cosa importante è fare un’attenta anamnesi delle problematiche inerenti paziente sia in quelle attuali che di quelle pregresse parlare molto chiaramente col paziente spiegare ogni dettaglio e procedere in modo graduale con la somministrazione della nuova terapia in associazione magari con i farmaci che sta già assumendo e poi ritagliare la terapia sul singolo paziente in modo personalizzato.

I: Proponendo una terapia a base di cannabis terapeutica si incontra spesso pregiudizio e incertezza, è successo anche a lei?

B: Sì agli inizi succedeva ma molto spesso i pazienti oggi sono più informati e sono loro a chiedermi in qualche modo di valutare anche quello opportunità in alcuni casi per cui vedo che le cose stanno cambiando e si sta creando una nuova cultura per fortuna attorno alla canna bis ed al suo uso in medicina.

I: Fra i suoi pazienti, ha riscontrato problemi di approvvigionamento della terapia?

B: Purtroppo in alcuni casi l’approvvigionamento della terapia è un vero problema i pazienti che stanno molto bene dopo aver assunto la cannabis hanno paura che non ci sia l’approvvigionamento adeguato per poter continuare la terapia proprio perché non vogliono ritornare alle fasi in cui non prendeva nel farmaco spero che nel futuro possa cambiare questa situazione proprio in funzione del benessere del paziente.

I: Quanto è importante l’informazione e la comunicazione in questo ambito?

B: L’informazione è molto molto importante sia tra colleghi che è con i pazienti bisogna sensibilizzare secondo me sempre di più riguardo a questa nuova possibilità terapeutica e creare quindi una cultura della salute piuttosto che una cultura della paura o del timore di assumere sostanze che in definitiva non sono altro che fitocomplessi che possono dare ottimi risultati di tipo terapeutico

I: Cosa si augura per il futuro?

B: Per il futuro mi auguro che la Cannabis possa Definitivamente essere sdoganata e non etichettata ancora come un farmaco stupefacente o peggio come droga per cui mi aspetto e spero che si possa estendere l’utilizzo della cannabis medica in modo da poter raggiungere quante più persone possibili. Spero inoltre che come sta già succedendo gli studi scientifici mostrano sempre più la sua validità è il suo ampio spettro di applicabilità ad un numero sempre maggiore di patologie.