Intervista alla Dott.ssa Viola Brugnatelli, neuroscienziata cellulare, ricercatrice, formatrice, nonchè fondatrice di Cannabiscienza.

I: Buongiorno Dott.ssa Viola Brugnatelli e grazie per essersi resa disponibile a rilasciare un’intervista a InFioreScienza, si vuole presentare?

B: Buongiorno, sono una neuroscienziata cellulare specializzata sui recettori cannabinoidi; i miei lavori studiano l’interazione di endo e fitocannabinoidi e di terpeni della cannabis nella percezione del dolore, nei processi infiammatori e nelle patologie neurodegenerative. Da più di un lustro mi occupo di divulgazione scientifica con il grande pubblico, per facilitare la comprensione delle tematiche di settore e di formazione professionale, conducendo le figure del campo medico-sanitario alla comprensione degli utilizzi della CM e del funzionamento del Sistema Endocannabinoide.

I: Dove svolge la sua attività di ricerca?

B: Al momento presso il Dip. Di Neuroscienze, Università di Padova

I: Qual è il suo obiettivo primario?

B: Dei circa 258.000 medici presenti sul nostro territorio, solo poco più di un centinaio prescrive CM. Similmente, delle 19000 farmacie in Italia, circa 600 erogano il farmaco. Sono tornata in Italia nel 2017 con un obiettivo: abbattere la mancanza di formazione che limita molti professionisti a considerare la CM parte del proprio arsenale terapeutico.

I: Quali le prospettive future per la ricerca in campo cannabis terapeutica?

B: Essendo un settore in piena espansione, vi sono costanti evoluzioni. Grazie alla cannabis abbiamo scoperto un incredibile Sistema fisiologico che mi auguro verrà sempre più considerato non solo per
l’utilizzo della cannabis in medicina, ma anche per molte altre attività che modulano questo sistema, come l’aromaterapia, la meditazione, l’attività fisica e la corretta alimentazione.

I: Dove nasce la sua esigenza di dedicare energie alla comunicazione e all’editoria fondando ad esempio la rivista scientifica Nature Going Smart LTD?

B: Quando ci si chiude nel mondo iperverticale della ricerca talvolta si perde contatto con la realtà circostante; Aprii Nature Going Smart Ltd, nel 2014, perché mi resi conto che tutte le scoperte incredibili che nel settore davamo per scontate erano invece conoscenze distanti dalla popolazione sia di malati che di medici. Ho visto un enorme gap tra quanto era riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale e la società. Qualcuno doveva comunicare la scienza in maniera comprensibile ma al contempo accurata e affidabile. Decisi quindi di prendermi carico di questa missione, aprendo il magazine online, prima solo su argomento cannabis in inglese e successivamente allargandolo a 5 lingue su molti argomenti di medicina “alternativa”: alimentazione, psicologia, yoga, terapie a base di piante. Anni dopo scoprii che questa necessità era ancestrale, con la prima editoria scientifica instaurata in Italia nel ‘700 dal mio antenato Luigi Valentino Brugnatelli, e che quanto stavo portando avanti non era altro che una versione digitale dello stesso desiderio di divulgazione delle conoscenze come base per l’evoluzione collettiva.

I: Ci vuole parlare della piattaforma Cannabiscienza (https://cannabiscienza.it/) ?

B: Cannabiscienza è una società di informazione scientifica sulla Cannabis Medica e il Sistema Endocannabinoide. La piattaforma di cannabiscienza.it, con il patrocinio di FIMMG Lombardia, OMCEOMI, Uni. Studi di Milano, Uni. Piemonte Orientale, Uni. Della Campania , Associazione Luca Coscioni e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), eroga corsi di formazione online destinati principalmente ai professionisti medico-sanitari sulle tematiche sopra menzionate. Ad oggi il 50% degli studenti è rappresentato da scienziati (quali ad esempio biologi, chimici, farmacisti e farmacologi), il 25% da studenti universitari in formazione, il 15% da medici e operatori sanitari e il 10% da pazienti in cura con terapia a base di Cannabis. La piattaforma sta raccogliendo recensioni molto positive dagli studenti che apprezzano la profondità dei contenuti, la preparazione del corpo docenti e la possibilità di interagire con questi qualora alcuni concetti non siano stati compresi. L’offerta formativa proposta è in continuo aggiornamento così come lo è la ricerca scientifica internazionale sulla CM e il SEC. Ad oggi l’offerta formativa è costituita da 4 corsi e 2 master, entrambi erogati online.

I: Quali ruoli ricopre all’interno di questa attività?

B: Sono la direttrice scientifica, ovvero coordino l’illustrissimo team di scienziati, farmacisti e medici che compone il comitato scientifico di Cannabiscienza. Per questo ruolo organizzo la didattica e lavoro come relatrice, portavoce e autrice. Ho dato vita a Cannabiscienza due anni fa con A. Cristofoletto e in quanto fondatrice non c’è ruolo che io non supervisioni e coordini, dalla comunicazione al marketing, dalla distribuzione commerciale alla composizione delle musiche dei nostri corsi, dagli aspetti burocratici dell’azienda alla redazione scientifica.

I: Cosa si augura per il futuro?

B: Mi auguro che si inverta il trend del nostro sistema medico: non più il paziente e i suoi familiari come ultimo gradino di una piramide al cui vertice vigono interessi commerciali, ma finalmente poter prestare il mio contributo di ricercatrice direttamente per i pazienti, ovvero per rispondere alle esigenze dirette di chi sta vivendo un percorso molto delicato. Questa si chiama patient-inspired research e per ora ha preso ancora pochissimo momentum, soprattutto per una mancanza di finanziamenti (che dovrebbero quindi arrivare non più da aziende e farma, ma teoricamente da governi e ong). Con l’inversione del trend ci si può aspettare un sistema medico più circolare, con la somministrazione esclusiva di medicina personalizzata, creata intorno alle esigenze di ciascuna persona e comprendente l’utilizzo di tutti i sistemi medici che nel mondo hanno dimostrato di apportare beneficio terapeutico ( e con questo mi riferisco non solo alla cannabis, ma anche a trattamenti ayurvedici, medicina cinese, piante tradizionali amazzoniche etc).