I benefici della cannabis terapeutica: la storia di Anna

Mi chiamo Anna, ho 57 anni, abito a Bargagli (Ge) e fino a marzo 2017 ho lavorato come impiegata.

Da ragazza, colpita da scoliosi e cifosi, ho trattato la malattia con busti ortopedici di ferro, da portare giorno e notte. La scoliosi è una malattia forse sottovalutata, ma ti impedisce un ritmo di vita del tutto normale. Negli anni della gioventù sono stata trattata da fisioterapisti, fisiatra, osteopati, chiropratici. I vari attacchi di dolori lombari sono stati risolti momentaneamente con i farmaci e le terapie del caso. Negli anni 2000 i dolori sono aumentati, soprattutto nella zona dorsale, diventando intollerabili e rendendo difficili anche le più banali attività quotidiane.

Decido di valutare la possibilità di fare un intervento chirurgico con l’intento di risolvere il problema definitivamente. Purtroppo non va come promesso dai medici, vengo operata con l’inserimento di due barre di titanio e 22 tra viti e uncini dalla seconda vertebra toracica alla terza lombare. Dopo un anno e mezzo avviene il distacco del primo uncino dalla seconda vertebra toracica destra, che viene rimosso. Già dal 2015 i dolori tornano ad essere importanti fino ad arrivare all’ottobre 2016, periodo durante il quale mi blocco a causa di uno starnuto.

Risonanze, Tac, diversi ortopedici consultati, chi voleva operare dalla prima all’ultima vertebra, ma con nessuna garanzia, chi ha proposto altri tipi di intervento, chi non proponeva nessuna alternativa. Intanto il dolore diventa cronico e mi viene consigliata l’agopuntura. Dopo il
miglioramento delle prime cinque sedute il dolore torna violentemente. Proviamo infiltrazioni di ozono, stesso iter. Vengo comunque curata per dolore osseo e a dicembre 2018 inizio gli oppiacei.

In tre mesi perdo nove kg. Inizialmente pesavo kg 58, arrivai a marzo 2019 a pesarne 49. Oggi ne peso 50. Così sono stata costretta ad interrompere i farmaci che inizialmente avevano fatto diminuire il dolore.

Un giorno vedo un filmato sulll’azione della cannabis terapeutica su una
ammalata di Parkinson e non so se crederci . Ormai per me la vita era letto, divano, poche ore di sonno e non potevo appoggiare le spalle per il dolore. Cominciai a leggere degli effetti della cannabis, io che neanche da ragazza ho fumato uno spinello, non sapevo niente di niente. Così approdo ad
aprile 2019 nello studio di un medico il Dott. Marco Bertolotto, primario di cure palliative di terapia del dolore dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure.

Dopo aver raccontato la mia storia e dopo la sua visita, per la PRIMA volta mi viene diagnosticato un dolore neuropatico. Gli attacchi iniziavano
nella schiena all’altezza della seconda vertebra toracica e passavano nello sterno , come un trapano, contemporaneamente si irradiavano lungo tutte le costole. Una cosa “infame”.

Il Dott. Bertolotto mi spiega come la terapia con la cannabis terapeutica aiuti i dolori cronici di natura neuropatica e la grande incidenza che ha sulla muscolatura contratta, anch’essa fonte di dolore cronico. Mi fa la prima prescrizione.

Mi sento ancora una volta speranzosa, prego che sia la volta buona perché non ce la faccio più a continuare a sopportare dolore per ogni movimento . Il tuo cervello vorrebbe fare mille cose e il tuo corpo non ti permette neanche di fare una vita degna di questo nome.

Ho iniziato acquistando la terapia in una farmacia galenica di Genova, per poi essere inserita presso l’Asl 2 e poterla avere a carico del SSR. Inizio la cura il 24/4/19.

Inoltre dal Dott. Bertolotto apprendo della professionalità della dottoressa Brugliera, primario Fisiatra presso il reparto di riabilitazione motoria dell’ospedale San Raffaele. Faccio una visita e lei nonostante abbia giudicato severa la mia condizione si è detta ottimista.

Il 30/5/19 mi fa ricoverare presso il reparto per 20 giorni dove fisioterapisti portano avanti un progetto riabilitativo, da Lei predisposto, con grande lavoro, attenzione e cura. Da parte mia a circa 20 giorni dall’inizio della terapia noto che qualcosa sta cambiando, il dolore non è così pressante e i
muscoli sono più “leggeri”. Avevo la sensazione che qualcosa, nel tratto del Trapezio, che avevo soprannominato “il muro” cominciava a guizzare. Questo è il termine più appropriato perché ogni tanto avvertivo dei sussulti e tra me e me e mi ripetevo quasi sconcertata: la’ dietro qualcosa si
muove. Alla dimissione le mie scapole che non esistevano più si muovevano, i muscoli para vertebrali da atrofici erano tornati, la mia postura era cambiata, avevo un aspetto eretto, il miracolo, nonostante il blocco costituito dall’artrodesi, era avvenuto. Avevo paura che tutto potesse tornare come prima ma sono stata incoraggiata a fare terapia ìdrokinesi per il mantenimento.

Ma a volte qualcuno ci mette il bastone tra le ruote. Dall’ospedale di Savona mi viene comunicato che la terapia non è disponibile causa mancanza della materia prima. Nessun preavviso affinché io potessi provvedere all’acquisto in tempo utile per la continuità. Infatti la tempistica per la prescrizione, la preparazione e l’acquisto è di circa 10 giorni.

Ricominciano i problemi, torno indietro, i dolori ricominciano. Così decido di acquistarla (con i tempi necessari per la preparazione) e ottengo la nuova terapia, con la titolazione corretta, il 20/7/19. Mi ci vogliono altri 15 giorni prima che gli effetti positivi ritornino.

E’ sconcertante che possa accadere che il paziente venga abbandonato a se stesso senza la certezza della continuità della cura.

Sì Cura, intesa come quella terapia che permette di avere una vita vivibile. Inoltre questa esperienza, al di là degli effetti positivi desiderati, non ha NESSUN effetto collaterale.

Questa è la mia storia, sto ricominciando a vivere. Anna