I benefici della cannabis terapeutica:
la storia di Emmarosa

 

La battaglia che mia mamma ha intrapreso con il Parkinson è iniziata nella primavera del 2015. In realtà me ne accorsi io ed eravamo solo all’inizio di un’autentica via crucis. Nonostante i suoi numerosi ricoveri nessuno si era accorto del suo cambiamento che, in realtà, avevo notato già dall’anno precedente e che non riuscivo a definire.

Mia mamma era affetta da numerose patologie: ipertensione, blocco di branca dx, severa osteoporosi, glaucoma, ipoacusia,  ma, soprattutto, un’asma allergica terribile che l’ha tenuta sotto scacco per tutta la vita; quando la neurologa decretò l’esistenza del Parkinson nel giro di poco tempo anche le sue patologie peggiorarono.

Sono stati anni difficilissimi, segnati da continui ricoveri e, anche se i farmaci a base di levodopa avevano dato alcuni risultati, la sua vita diventò una vera e propria discesa agli inferi. Sentivo parlare della cannabis terapeutica, internet mi svelava questa novità ed io facevo continue ricerche senza, però, venire a capo di nulla. Quando chiedevo ai medici ricevevo risposte evasive ed in definitiva non avevo appigli per poter provare questa nuova terapia.

Mamma aveva alti e bassi frequentissimi e la malattia la stava divorando in tutto, nei movimenti, nella deglutizione, la stipsi la faceva soffrire in modo terribile, gli occhi le provocavano un continuo dolore ed io non riuscivo a trovare notizie che mi potessero mettere in contatto con chi usava questo famoso FM 2 per poterle dare sollievo.

La sua vita è andata avanti in questo modo per tre anni, anni in cui la sua mobilità è stata compromessa in modo gravissimo, i suoi tratti somatici ne sono stati sconvolti, insomma non era più lei anche se era lucidissima e tenace nell’affrontare questa prova durissima, decisa a voler “guarire”.

Per puro caso nell’estate del 2017, grazie ad un’amica scoprii che questa terapia la portava avanti il Dottor Bertolotto a Pietra Ligure. Io abito ad Albenga e la notizia mi sembrò quasi una beffa…avevo cercato ovunque quando, in realtà, la soluzione l’avevo vicinissima.

La cura venne iniziata l’8 settembre 2017, nel giro di una settimana il cambiamento fu straordinario, i tratti del viso diventarono di nuovo normali, le funzioni intestinali si regolarizzarono, riusciva a mangiare normalmente, il dolore agli occhi scomparve e… riprese a muoversi e a camminare!!! Persino il respiro ne ebbe giovamento, insomma un autentico miracolo! La cura proseguì fino all’8 novembre, poi, grazie all’intelligenza straordinaria del ministro della salute Lorenzin, le scorte del farmaco terminarono e fu l’inizio di un crollo micidiale, ogni giorno mia mamma perdeva qualcosa che aveva appena riconquistato ed il 16 novembre morì.

Gli unici due mesi sereni e positivi li ha avuti grazie al Dottor Bertolotto, persona meravigliosa e disponibilissima che mi ha aiutata, capita ed anche consolata.

La storia di mia mamma è questa, ho scritto per lei un racconto (clicca qui per scaricare il racconto completo) dove spiego tutto il percorso che abbiamo intrapreso,  le varie esperienze, positive e non, che ho vissuto nei vari ospedali e pronto soccorsi, le mie liti con medici e paramedici per ottenere quello che era dovuto, tutte le lotte che ho dovuto sostenere. L’ho fatto per informare, per permettere ad altri di conoscere certe situazioni ed evitarle, per incoraggiare tutti a pretendere trattamenti umani, ad esigere serietà nel lavoro e precisione da parte di chi assiste i malati perché se io avessi avuto queste informazioni, forse, ne avrei avuto giovamento.

Ringrazio l’Associazione Infiorescienza che mi ha dato l’opportunità di mettere a conoscenza di tutti quello che ho sperimentato, auguro a chi legge di poter, se non sconfiggere, perlomeno tamponare, addormentare la patologia di cui soffre ed in ultimo auspico che questo rimedio diventi accessibile senza problemi a tutti coloro che patiscono situazioni devastanti in modo che possano vivere con dignità e speranza.