Intervista alla Dott.ssa Taddeo, l'approccio di un medico di base alla cannabis terapeutica

 

I: “Buongiorno Dott.ssa, grazie per essersi resa disponibile per una intervista ad InFioreScienza. Si vuole presentare?”

T: ”Buongiorno a voi. Sono Giuseppina Taddeo, medico di base dal 1998  con ambulatorio a Castel Maggiore, comune limitrofo a Bologna.”

 

I: ”Come è iniziata la sua esperienza con la Cannabis terapeutica?”

T: ”E’ iniziata circa 4 anni fa quando una mia assistita, Claudia, affetta da sclerosi multipla,  mi ha espresso l’intenzione di provare la cannabis terapeutica, non avendo avuto alcun beneficio dalle numerose terapie convenzionali che io stessa e il centro di neurologia dell’ospedale Bellaria da cui era seguita, avevamo in più tempi proposto.
La signora nel frattempo aveva sviluppato una fibromialgia e la sommatoria dei sintomi legati alla sclerosi multipla e alla fibromialgia aveva reso le condizioni della paziente abbastanza precarie, senza peraltro darle una previsione di miglioramento, essendo tutte terapie sintomatiche o antidepressive pure quelle intraprese.”

 

I: ”Ci risulta che lei sia stato uno dei primi medici di base a Bologna a prescrivere cannabis terapeutica, ha mai avuto reticenze in merito?”

T: “All’inizio non ne ho avute in quanto non ho condiviso coi colleghi la scelta. Semplicemente avevo una paziente affetta da sclerosi multipla che progressivamente peggiorava e a cui le terapie convenzionali non avevano dato beneficio. Tentare la cannabis terapeutica mi sembrava una scelta da intraprendere. Tutto qui. Successivamente, quando ho scambiato opinioni con alcuni colleghi, ho avuto reazioni diverse. Taluni incuriositi e aperti, diversi perplessi e convinti che gli effetti collaterali sul SSC dei pz si sarebbero manifestati pesantemente nel tempo.”

 

I: “Di fronte alla prima ricetta da emettere,  quali difficoltà ha affrontato?”

T: “Non essendo assolutamente in grado di compilare il piano terapeutico del progetto Sole, in quanto nessuno ci aveva formato a riguardo, ho compilato la prima prescrizione guidata telefonicamente in diretta del titolare della farmacia di Bologna presso la quale la mia paziente aveva deciso di depositare la prescrizione per avere il prodotto galenico.”

L’ho sbagliata un paio di volte, ovviamente, e poi finalmente ho imparato come formulare la prescrizione. In caso di necessità avevo sempre la pronta disponibilità del farmacista a guidarmi nella prescrizione.”

 

I: “Per che tipo di patologie l’ha prescritta finora? “

T: “Sclerosi multipla prescritta. Consigliata anche per fibromialgia e connettiviti, ma su prescrizione specialistica. Ma non qui a Bologna, in quanto all’analgesia del dolore dell’Ospedale Bellaria, la cannabis terapeutica non viene al momento presa in considerazione. Ho consigliato alle mie pazienti di andare a Savona a visita dal Dr. Bertolotto. Ho conosciuto il Dr. Bertolotto grazie alla mia paziente Claudia.”

 

I: “In Emilia Romagna avete un’ottima piattaforma di base che è la rete “Sole”. Sicuramente utile, ma a livello di formazione e informazione i medici di base sono stati coinvolti?”

T: “La piattaforma Sole è stata coinvolta nel mettere in rete la modulistica per la prescrizione di quello che viene chiamato piano terapeutico, e che in realtà è semplicemente una ricettazione online. Nient’altro. Solo nel 2018 ci hanno messo a disposizione le istruzioni di come effettuare la prescrizione online.”

 

I: “Quali difficoltà permangono per la vostra categoria?”

T: “La formazione è inefficace.  Ci è stato fatto solo un corso di 5 ore nello scorso 2018 tenuto da un farmacista. Sono intervenuti un neurologo, un anestesista e dei farmacologi. Le posizioni erano contrastanti, ma ritengo che la formazione sia stata comunque utile in quanto, per la prima volta, si è parlato di cannabis terapeutica con un approccio scientifico. Il problema è che non tutti i pazienti possono andare in altre regioni per avere una visita specialistica. La reumatologia del S.Orsola negli ultimi mesi comincia a prescrivere la cannabis terapeutica per diverse connettiviti. Ma sono all’inizio e personalmente non sono in grado di valutare se con benefici, in quanto non ho pazienti con prescrizione di cannabis seguiti da loro, e non sono quindi in grado di valutare come procede la terapia.”

 

I:” Normalmente sono i suoi pazienti che le chiedono la ricetta dopo essere stati da uno specialista, o la propone anche lei stessa, a supporto di altre terapie (es. In campo oncologico) o in caso di farmaco resistenza? “

T: “Come detto prima io la propongo, ma non sono in grado di formulare una prescrizione autonomamente e di scegliere quale infiorescenza utilizzare nel caso specifico. Non ci è stata fatta formazione a riguardo. Prescrivo la cannabis su prescrizione specialistica ogni volta mi viene richiesto.”

 

I: “In base alla sua esperienza, se la terapia è ben modulata, ha riscontrato effetti positivi sui pazienti?

T: “Nel caso della sclerosi multipla ho riscontrato molti effetti positivi e benefici per il paziente”.

 

I: “Quali?”

T: “La ripresa delle capacità di deambulazione, la riduzione della spasticità, il controllo del dolore. Non poco, direi.”