Il Dott. Manfredini scrive per inFioreScienza: uso terapeutico della cannabis nei pazienti in età pediatrica

 

Esperienze pregresse presso l’Istituto Gaslini

Nell’Istituto Giannina Gaslini in Genova sono stati seguiti (prima della Delibera Regionale n° 271/2016, e quindi con acquisto della terapia presso le farmacie private convenzionate) 11 pazienti che hanno assunto, in passato e sotto stretta sorveglianza medica, cannabinoidi in diverse formulazioni (Epidiolex, Bediol, Bedrolite).  Alcuni hanno sospeso il farmaco: 2 per effetti avversi dovuti probabilmente al concomitante utilizzo di un antiepilettico e 2 per eccessivo costo della terapia (tutto a carico della famiglia), successivamente arruolati nel protocollo organizzativo e procedurale dell’Istituto Gaslini (sviluppato nel 2017).

Alcuni pazienti, affetti da patologia epilettica farmaco-resistente, hanno avuto notevole beneficio dalla terapia con cannabinoidi (miglioramento sul piano EEG con riduzione dell’attività parossistica, miglioramento comportamentale e sul ritmo sonno-veglia).

Questi sono però solo isolati case reports; il problema è che fino ad oggi non esistono studi controllati e randomizzati, sui cannabinoidi e che, di conseguenza, è difficile esprimere giudizi nonostante i risultati ottenuti fino ad oggi sembrino essere promettenti.

Esperienza clinica in seguito alla Delibera Regionale n° 271/2016

Nell’Istituto Giannina Gaslini (primo centro pediatrico in Italia), grazie alle leggi regionali della Liguria n. 26/2012 e n. 28/2013 e soprattutto alla recente Delibera Regionale n. 271/2016, su iniziativa del Team per la terapia del dolore e le cure palliative pediatriche, in collaborazione con numerose realtà cliniche e di ricerca (Neuropsichiatria Infantile, Neurologia pediatrica e Malattie muscolari, Medicina Fisica e Riabilitazione, Farmacia, Laboratorio Analisi dell’Istituto Gaslini di Genova, Sezione di Farmacologia e tossicologia – Dipartimento di Medicina Interna, Università agli Studi di Genova, A.Li.Sa. Regione Liguria, Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, i colleghi delle cure palliative di: Pordenone, Firenze, Livorno) è stato preparato un protocollo organizzativo e procedurale volto a valutare  la sicurezza, l’efficacia, l’utilizzo e la gestione della preparazione galenica a base di “FM2” (TCH  <6% e CBD > 8%) quale ausilio terapeutico in pazienti pediatrici o di età inferiore a 25 anni affetti da:

  • encefalopatie epilettiche e/o encefalopatie con epilessia, farmacoresistenti;
  • patologie neurologiche o neuromuscolari con spasticità/distonia e dolore muscolare ad essa secondario;
  • patologie neurologiche o degenerative con dolore cronico refrattario alle terapie farmacologiche in commercio.

La metodologia prevede il ricovero, dopo una valutazione dal personale medico e la compilazione di un consenso informato. Una prima somministrazione con un dosaggio iniziale basso con successivo incremento della dose adattato in base all’efficacia e tollerabilità di ogni singolo paziente.

Nello stesso ricovero vengono eseguiti prelievi per la valutazione e lo studio della farmacocinetica del farmaco con determinazione ematica sia del THC – eseguita anche in altri laboratori, essendo una sostanza psicoattiva e quindi utilizzata anche per scopi voluttuari – e CBD – dosaggio eseguito in modo assolutamente esclusivo e sperimentale nell’ospedale genovese, per avere dati obiettivi da mettere in correlazione con efficacia ed eventuale comparsa di effetti collaterali (sicurezza del farmaco).

Ad oggi sono stati arruolati 11 pazienti (2 pazienti avevano assunto precedentemente cannabinoidi poi sospesi per elevato costo a carico della famiglie) con range di età dai 3 ai 18 anni (7 ritirano i medicinali presso la farmacia interna dell’ospedale, 4 sono residenti fuori regione – e quindi si rivolgono alle farmacie delle proprie Asl di competenza):

Dai primissimi risultati (ancora non significativi da un punto di vista statistico per l’esigua numerosità della casistica) sono effettuati alcuni rilievi:

  • i cannabinoidi possono essere una terapia utile, efficace e sicura per varie affezioni neurologiche complesse, con indicazioni ben precise;
  • tutti i pazienti hanno avuto benefici in almeno uno dei due settori (epilessia/quadro motorio):
    – per quanto riguarda l’epilessia si è avuto un notevole miglioramento della frequenza, intensità e durate delle crisi (soprattutto delle generalizzate tonico-cloniche) con semplificazione della terapia (riduzione del numero dei farmaci);
    – per la spasticità: riduzione dell’ipertonia muscolare con semplificazione della terapia miorilassante;
    – si sono avuti risultati incoraggianti sulla distonia;
    – in alcuni pazienti si è registrato un beneficio sul controllo del dolore che ha determinato la semplificazione della terapia analgesica.
  • per ottenere successo e sicurezza con l’uso di queste sostanze occorre un Team dedicato esperto (neuro-psichiatra, terapista del dolore/palliativista, fisiatra, fisioterapista, infermiere, ecc.) che ne segua la somministrazione attentamente e in modo individuale e che sia disponibile ad effettuarne il successivo monitoraggio;
  • è necessaria una stretta correlazione tra dati farmaco-cinetici (oggi in fase di ricerca) e risultati clinici.

Dottor Luca Manfredini
Dirigente Medico presso Istituto Pediatrico Gaslini