Il Dott. Luca Guizzon scrive per inFioreScienza: Cannabis, cosa accade in Veneto

La cannabis viene utilizzata per molte patologie, la maggior parte delle quali a sfondo algico, ed in alcuni casi può persino essere prescritta a carico del Sistema Sanitario Regionale (SSR).

In questo periodo di cronica scarsità di materia prima, può sembrare strano affrontare un simile argomento, ma questo periodo di “pausa” forzata ci dà anche l’occasione di analizzare a fondo la situazione regionale.

Non appena tornerà disponibile la varietà FM2 o alcune importate dall’Olanda, il paziente potrà accedere a preparazioni allestite direttamente dalla farmacia ospedaliera, su prescrizione specialistica redatta in ospedale.

Gli specialisti autorizzati alla prescrizione di preparati magistrali a base di cannabis sono, a seconda della patologia trattata, reumatologi, oncologi, terapisti del dolore e neurologi.

La farmacia ospedaliera può allestire tutte le formulazioni possibili: dalle cartine, alle soluzioni oleose. Se anche non fosse momentaneamente in grado di allestire una forma farmaceutica, può richiedere la stessa alle altre farmacie ospedaliere della regione e soddisfare così la richiesta.

Nel caso delle cartine sarà poi il medico che indicherà al paziente se utilizzarle tramite decozione o per inalazione a seconda della condizione del paziente e del tipo di dolore. Questo concetto vale sia per le prescrizioni in regime SSR che per le prescrizioni a carico del cittadino.

In Veneto le condizioni patologiche per le quali il medico può decidere di impostare una terapia con cannabis terapeutica a carico del SSR sono:

  • analgesia nel dolore cronico correlato a spasticità di grado moderato severo (punteggio scala NRS≥5), non adeguatamente controllato con le terapie convenzionali, in pazienti con sclerosi multipla.
  • analgesia nel dolore cronico correlato a spasticità di grado moderato severo (punteggio scala NRS≥5), non adeguatamente controllato con le terapie convenzionali, in pazienti con lesione del midollo spinale.
  • analgesia nel dolore neuropatico cronico di grado moderato severo (punteggio scala NRS≥5), non adeguatamente controllato dalle migliori terapie analgesiche farmacologiche a base di oppioidi con o senza adiuvanti e non farmacologiche, oppure nei casi in cui le suddette terapie siano scarsamente tollerate.
  • analgesia nel paziente oncologico sintomatico con dolore cronico di grado moderato severo (punteggio scala NRS≥5), non adeguatamente controllato dalle migliori terapie analgesiche farmacologiche a base di oppioidi con o senza adiuvanti e non farmacologiche, oppure nei casi in cui le suddette terapie siano scarsamente tollerate.

In tutti gli altri casi, al paziente è consigliato di rivolgersi alle farmacie territoriali, che potranno allestire le stesse preparazioni della farmacia ospedaliera, dietro semplice ricetta del medico di medicina generale.

Sia che si tratti di una preparazione allestita in farmacia ospedaliera, che di una allestita in farmacia territoriale, i requisiti formali della ricetta sono i medesimi e si rifanno alla legge 94/98.

Nella nostra quotidianità, possiamo vedere soprattutto pazienti che si rivolgono a questa terapia per situazioni dolorose: dagli spasmi alle neuropatie, dai dolori cronici alle cefalee. Ma iniziano a presentarsi anche casi di epilessia farmaco-resistente.

A seconda del tipo di dolore, della condizione del paziente e dell’indicazione da parte del medico, i pazienti utilizzeranno chi l’estrazione in olio, chi la decozione, chi la vaporizzazione.

Nella nostra esperienza non osserviamo grandi differenze tra l’utilizzo di estratti oleosi o decotti, salvo nei casi in cui l’assunzione anche solo di un bicchiere di liquido può risultare difficoltosa.

Viceversa, notevoli differenze ci vengono descritte quando il paziente passa dalla terapia per via orale alla vaporizzazione. In questo caso si manifesta una più rapida insorgenza dell’effetto e una maggior potenza dello stesso. Molti medici iniziano a suggerire questo metodo di assunzione, soprattutto per dolori acuti o ad insorgenza improvvisa.

Dott. Luca Guizzon – Farmacista