Il dott. Bertolotto scrive per inFiorescienza:
malattie neurodegenerative e cannabis

 

Le malattie neurodegenerative (MN) sono causate dalla morte progressiva delle cellule cerebrali, i neuroni, determinando una serie di sintomi in relazione al decadimento delle funzioni delle aree cerebrali colpite: tremori, perdita di memoria, demenza, rigidità muscolare, ed altri sintomi. Queste sono alcune delle patologie che rientrano nelle MN: Morbo di Parkinson e disturbi correlatiCorea di Huntington, Malattia di Alzheimer e altre demenze, Malattie dei motoneuroni, Morbo di Huntington, Atassia spinocerebellare, Atrofia muscolare spinale, Malattia da prioni.

Negli ultimi tempi, a causa della mancanza di Cannabis terapeutica in Italia, sono emerse molte situazioni in cui persone che si prendono cura di ammalati di MN, hanno denunciato il peggioramento delle condizioni cliniche dei loro assistiti a seguito della sospensione della quotidiana terapia con Cannabis. Basterebbe già questo a definire la Cannabis come un possibile aiuto nei pazienti che soffrono di MN.

Ma è interessante quanto afferma una autorevole istituzione scientifica come la Accademia Nazionale Americana delle Scienze, Ingegneria e Medicina, che ha recentemente fatto una revisione delle patologie trattabili con la cannabis. Questa Istituzione americana sottolinea nel recente report, una evidenza di efficacia limitata per il trattamento dei Sintomi associati alla S. di Parkinson e i Sintomi associati alla Malattia di Alzheimer. Come sostiene la stessa Accademia, dire evidente efficacia limitata, significa che ci sono segnali positivi che vanno studiati e approfonditi.

Il cervello è ricco di recettori per i cannabinoidi, i cosiddetti CB1 e CB2. I CB1 vengono considerati i recettori del tessuto nervoso, non solo quello che si trova nell’encefalo, ma anche il tessuto nervoso periferico. I CB2 sono presenti prevalentemente nel tessuto immunitario, cioè sono ovunque nel nostro organismo, perché i sistemi di difesa li abbiamo distribuiti a difendere ogni nostra cellula, comprese quelle del cervello, dove svolgono un ruolo fondamentale per il suo corretto funzionamento. I neuroni, che subiscono i processi degenerativi, nelle differenti patologie elencate sopra, così come altre cellule importanti coinvolte nei processi di protezione e riparazione cerebrali, gli astrociti e la microglia, posseggono sulle loro membrane cellulari, una moltitudine di recettori CB1 e CB2. I fito-cannabinoidi THC e CBD, contenuti nella cannabis, si legano a questi recettori ed innescano i tipici processi di riparazione che fanno capo al Sistema Endo Cannabinoide.

La progressione delle malattie Neurodegenerative avviene lentamente nel corso degli anni. Gli studi clinici devono seguire i pazienti per molti anni per vedere se il farmaco ha un effetto, e questo rende questi studi lunghi e molto costosi. Quello su cui possiamo basarci oggi, sono gli studi condotti su animali; ma sappiamo che non sempre è riproducibile nell’uomo ciò che accade nell’animale.

Rimane un dato di fatto, che se non ha valore dal punto di vista scientifico, lo ha da quello della pratica medica. Ogni medico può prescrivere, così come prevede la legge italiana, la cannabis terapeutica ai suoi pazienti, ed iniziare con loro e con le persone che li accudiscono (care givers) un percorso terapeutico, valutando giorno dopo giorno come variano le condizioni cliniche e lo stato di salute mentale del paziente. Il medico saprà valutare, con la sua esperienza e con la sua pratica clinica, se la cannabis che sta somministrando a quel paziente sta dando gli effetti sperati o meno.

Oggi questo è lo stato dell’arte sull’uso della cannabis terapeutica nelle malattie neurodegenerative.

Nell’attesa che la scienza ci dia maggiori dettagli, possiamo iniziare a somministrare, quanto più precocemente possibile, la cannabis a queste persone così gravemente ammalate, ricordando il principio della dose minima utile, che già Paracelso nel 1500 consigliava a coloro che intraprendevano la via della medicina: è la dose che fa il veleno…

 

Dott. Marco Bertolotto
Direttore Centro di Terapia del Dolore e Cure Palliative – ASL 2 Savonese